Il rischio da esposizione ad amianto è ormai molto ridotto nelle aziende, in quanto la legge n. 257, che prevedeva la cessazione dell’uso dell’amianto, risale al 1992.

Per le aziende e gli enti il rischio che sia ancora presente amianto nelle strutture o negli impianti è relativamente limitato.

Permangono però ancora alcune situazioni di rischio legate non solo alle coperture in Eternit, ma anche alla presenza, ad esempio nelle caldaie installate precedentemente ai primi anni Novanta di guarnizioni di tenuta dei bruciatori o nei forni (ad esempio di panificazione) o di pavimenti in linoleum o vinil-amianto.

 

> La valutazione dell’eternit

Nel caso delle coperture in eternit è necessario un monitoraggio periodico, previa individuazione di un responsabile tecnico che, utilizzando le indicazioni di Arpa e Regioni, sia in grado di assicurare un’attenta valutazione dello stato delle coperture.

In particolare la valutazione comprende anche una cosiddetta “prova a strappo” (ai sensi del Metodo UNI 10608) che utilizzando uno speciale nastro adesivo è in grado di stabilire lo stato di conservazione del materiale in cemento amianto. Per le prove a strappo, Studio B.S.A. ha elaborato precise metodiche di verifica che consentono di esprimere il necessario giudizio di qualità.

In ogni caso è sempre necessaria una verifica strumentale basata sull’utilizzo della diffrazione a raggi X, per verificare la reale presenza di fibre di amianto, identificandone anche la tipologia.

Appurata la presenza di amianto, è consigliabile e a volte necessario, sulle base delle indicazioni delle Aziende Sanitarie Locali di competenza, effettuare accurate Indagini sulle fibre potenzialmente disperse nell’aria, facendo ricorso alla microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF) o alla microscopia elettronica.

Studio B.S.A. effettua le indagini necessarie, facendo riferimento ad organismi accreditati per l’esecuzione delle analisi strumentali di verifica.

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